Classe V A

Liceo d'Arconate e d'Europa

Machiavelli e la politica oggi

Posted by gianlucaronzio su 1 dicembre 2009

Forum di discussione:

E’ giusto, è necessario ritenere che la politica non possa avere nessun limite morale? Oppure deve sottostare anch’essa a princìpi di ordine superiore?

http://www.letteratura.it/machiavelli/index.htm

4 Risposte to “Machiavelli e la politica oggi”

  1. Francesco Colombo said

    Ho letto attentamente tutti i commenti che sono stati scritti, e vorrei anch’io dire la mia su un argomento a me così caro.
    Ovviamente, sono perfettamente d’accordo con il pensiero e l’ideologia di Macchiavelli.
    Ritengo infatti che la politica non possa e non debba sottostare alle regole e agli ordini morali che quotidiniamente regolano l’agire umano.
    La politica è un mondo a parte, è un mondo di compromessi, mediazioni continue, accordi più o meno limpidi, fragili equilibri che, se minacciati, potrebbero scatenare conflitti inimagginabili e poco raccomandabili. Purtroppo ci sono momenti in cui è necessario andare oltre, superare per un momento le proprie convinzioni o i propri “paletti” per il raggiungimento di uno scopo superiore.
    Se si pone come obbiettivo e come ultimo fine il “Bene dello Stato”, non esistono altre regole o altri principi di ordine morale a cui la politica deve sottostare.
    Una politica “amorale”, cioè sganciata da qualsiasi precetto , (ma non per forza ad esso contraria), non indica necessariamente un’idea negativa.
    E’ necessario essere al tempo stesso uomo e bestia, volpe e leone, usare la forza in determinati casi ma agire con cautela in altri.
    La politica è tutto ciò, la politica è continuamente un dualismo e una contrapposizioni di termini, la politica è un mondo a se, un mondo a parte, che non deve sicuramente sottostare a nessuna regola.
    Infatti, non sempre i propri convincimenti e i propri valori etici coincidono con il bene dello Stato.
    A volte occorre accantonare ciò che si ritiene giusto, con ciò che invece è davvero utile e proficuo.
    Insomma, ben venga una politica sganciata da convinzioni di qualsiasi tipo, una politica AMORALE, ma non per forza IMMORALE.

  2. chiara said

    Il pensiero politico di Machiavelli si rifà a un’immagine conflittuale dell’uomo nella storia, dove la razionalità è sempre ostacolata dalla forza delle passioni, in un continuo e drammatico scontro con gli altri e con le cose.
    ma secondo me la politica deve assolutamente avere limiti morali.
    al giorno d’oggi ci troviamo in uno stato a cui si possono ridicolizzare moltissime cose,uno stato che non piace a tutti, e uno stato che spesso se ne frega della figura del cittadino,che dovrebbe essere forza e voce primaria di uno stato democratico.
    il governo,il senato,tutta la politica in sè dovrebbe farsi voce delle persone e spesso lasciare in secondo piano gli scandali che avvengono all’interno della loro vita privata.
    Ma dovrebbero farsi più carico di ciò che accade nel nostro paese, dovrebbero pensare un pò di più alle ragazze violentate, ai maniaci,ai pirati della strada, a maestre che picchiano i piccoli,a omicidi,alla mafia,cose che ormai sono diventate all’ordine del giorno.
    E forse tutto questo un giorno potrebbe succedere, e quel giorno sarà quando la politica da più spazio hai liberi cittadini,lasciandoli liberi di parlare.
    Chiara

  3. Valentina Tosatti said

    io sono assolutamente d’accordo con ciò che scrisse Macchiavelli. come ha scritto veronica, accostando alla politica la morale si andrebbe a creare una politica relativa e personale, perciò io sono di opinione contraria rispetto a lei.
    il bene dello stato non può essere relativo da persona a persona, la politica non può essere un’opinione; perchè nessuna società può essere fondata su delle basi così vacillanti, come le opinioni.
    il principe deve operare per il bene dello stato, e non per il suo, seguendo la sua morale infatti, opera essenzialmente per sè, senza pensare a ciò che è UTILE per lo stato ma pensando a ciò che è GIUSTO per sè stesso…
    il principe non deve essere immorale, ma amorale puntando solo ed esclusivamente al bene dello stato, tutta via ciò non vuol dire che il fine giustifichi i mezzi. secondo me ci deve comunque essere sempre moderazione, e soprattutto riflessione; anche nei casi estremi, bisogna usare la propria forza e il proprio potere con cautela, e ricorrere ad azioni estreme solo nel caso in cui non ci sia un’altra possibilità meno drastica.
    tuttavia, ciò non vuol dire che il principe debba essere un tiranno, e possa fare ciò che vuole, egli deve sapere gestire ogni situazione, sempre pensando al bene dello stato e non al proprio.
    ciò non rende il principe, o per usare un termine più vicino a noi, il politico, un opportunista, ma bensì un uomo capace di sfruttare a favore dello stato, per quanto possibile, una situazione.
    probabilmente se la politica odierna fosse amorale, e non immorale (come io ritengo che sia), nessuno farebbe leggi a proprio vantaggio, e se i politici agissero in nome della stabilità dello stato, forse, quasi sicuramente, l’Italia non sarebbe in questa situazione di crisi.

  4. Veronica said

    Machiavelli sostiene che la virtù morale non si identifica con la virtù politica.
    io non condivido questo pensiero perchè secondo me queste due virtù sono strettamente collegate.
    anche nella politica odierna, penso che un politico debba agire sulle basi delle sue convinzioni morali, ovvero se egli considera moralmente giusta una certa cosa, non avrebbe senso fare una legge che vada contro la sua convinzione, anche se essa potrebbe essere a favore del bene dello stato. Ad esempio, se nella morale di un politico c’è la convinzione che le moschee musulmane non debbano essere permesse in Italia perchè non rispecchiano la tradizione del nostro Stato, d’altra parte c’è l’idea che se non vengono permesse potrebbero verificarsi delle rivolte contro lo Stato. Nonostante cio’ non ha senso che Egli emani una legge che le permetta agendo per lo stato perchè in questo modo andrebbe contro la sua morale. Ciò puo’ essere visto come l’esercizio di una politica “personale” che non agisce per il bene dello stato.
    è vero, bisogna sempre pensare al bene dello Stato, ma secondo me, bisogna rimanere coerenti con quello che si pensa senza emanare leggi che vadano contro il proprio pensiero e la propria morale. Visto che i politici sono in grado di esercitare un potere decisionale, sarebbe stupido contraddire quelli che sono i loro valori morali.
    insomma, in politica va applicata una buona dose di morale per rimanere anche coerenti con se stessi.

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