Classe V A

Liceo d'Arconate e d'Europa

Rosarno: le diecimila braccia tese degli «schiavi» stagionali

Posted by gianlucaronzio su 9 gennaio 2010

Alcuni articoli per aprire un “forum” di discussione:

http://www.avvenire.it/Cronaca/BERTONE+SI+ROSARNO_201001091044579830000.htm

http://www.avvenire.it/Commenti/UNALTRA+STORIA+POSSIBILE+A+NORD+COME+A+SUD_201001090756435200000.htm

http://www.avvenire.it/Cronaca/Le+diecimila+braccia+tese+degli+schiavi+stagionali_201001090738351930000.htm

http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Dall%20Italia&vxClipId=2524_6936815c-fd31-11de-9229-00144f02aabe&vxBitrate=300

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=6833&ID_sezione=&sezione=

2 Risposte to “Rosarno: le diecimila braccia tese degli «schiavi» stagionali”

  1. Veronica said

    Sono completamente d’accordo con Francesco.
    In questa vicenda sono in torto sia gli stranieri, sia i cittadini di Rosarno e in ogni caso la violenza non va mai usata.
    Vorrei però soffermarmi su un punto di questa situazione.
    Si ribadiscono continuamente le condizioni di vita improponibili in cui vivevano questi immigrati; sia chiaro, nessuna persona si merita di vivere in queste condizioni però bisognerebbe anche riflettere sul fatto che quei clandestini non sarebbe dovuti nemmeno essere li.
    Questa situazioni può farci rendere conto che anche volendo aiutare questa gente, non ci sono mezzi ne spazi per poterlo fare, per cui sarebbe meglio offrirgli un aiuto al loro paese.
    Si eviterebbero così, disagi per loro e per noi.
    Inoltre nel link che ho precedentemente letto, mi ha colpito l’opinione del Vaticano; quest’ultimo si sofferma nuovamente sulle condizioni di vita degli immigrati. Ma parliamoci chiaro, se al posto di predicare continuamente l’amore per il prossimo, il Vaticano agisse concretamente con tutte le ricchezze che possiede, forse aiuterebbe questa gente, di cui tanto parla e che tanto difende.

  2. Francesco Colombo said

    La prima cosa che mi viene da dire come premessa, di fronte ad un caso di questo tipo, è che non possono venire tollerati estremismi, né da una parte, né dall’altra. In questi giorni ho sentito alcune persone fare affermazioni talvolta razziste, talvolta poco carine nei confronti degli abitanti della città di Rosarno, da alcuni giorni sotto le luci dei riflettori per i continui casi di violenza fra gli abitanti e un gruppo di immigrati clandestini. Credo che questo non sia il modo migliore per affrontare una situazione così delicata. Da una parte vi è un gran numero di lavoratori clandestini, sfruttati e sottopagati, che vivono in baracche fatiscenti e in condizioni igeniche precarie. Dall’altra vi è una cittadina, quella di Rosarno, stufa delle continue tensioni e dai continui scontri che una situazione del genere inequivocabilmente provoca. Sono dell’avviso che purtroppo la violenza serva a poco, e che anzi la maggior parte delle volte contribuisce ad alimentare un clima di tensione già infuocato. E’ per questo che condanno fermamente quelle persone che hanno ferito due persone del gruppo di clandestini che vivevano nelle baracche alla perfieria di Rosarno. Il loro gesto è infatti indice di scarsa intelligenza, di razzismo e di poco rispetto per il diverso. Ed è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ritengo altresì doveroso, però, fare anche una riflessione sull’altro lato della medaglia. Comprendo perfettamente i cittadini di Rosarno: a chi di noi farebbe piacere la permamenza di un gruppo di immigrati irregolari nel nostro paese, che abitano baracche in scarse condizioni igeniche? Nessuno. I lavoratori clandestini di Rosarno non sarebbero neanche dovuti essere lì. La legge prevede espressamente che la clandestinità è un reato e che gli immigrati che non hanno un regolare permesso di soggiorno devono essere rimandati nel loro paese. Si capisce benissimo che dietro a questo episodio e a questa escalation di violenza vi è il controllo di un giro di affari da parte di alcune importanti famiglie-esponenti della mafia, ma tutto ciò deve finire. Da una parte l’esasperazione ha raggiunto il limite, dall’altra la sopportazione anche. Sono d’accordo con le recenti misure che il governo ha adottato per risolvere questa situazione molto spiacevole, e cioè la distruzione di tutte le abitazioni abusive e l’allontanamento degli immigrati irregolari. Ad un patto, però. Che essi o vengano riportati al loro paese, o vengano posti in condizioni migliori al fine della ricerca di un lavoro e di un’integrazione sempre più forte nella società. Solo così il rispetto del diverso può non trasformarsi in ipocrisia, e l’integrazione può dirsi davvero compiuta.

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